Giovedì 27 luglio ore 17
Presidio davanti alla prefettura di Massa (Piazza Aranci)
per protestare contro la visita in Italia del primo ministro israeliano Ehud  Olmert
e contro il massacro perpetrato dall'esercito israeliano ai danni del popolo libanese e di quello palestinese

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Laboratorio Marxista

FINO ALLA FINE DEL VOSTRO MONDO
FINO ALLA NASCITA DEL NOSTRO
Solidarietà ai fratelli e alle sorelle del Libano, della Palestina, dell’ Iraq

In questi giorni si consuma l'ennesima strage in Palestina e Libano nell'indifferenza, dove non nella compiacenza, del mondo intero. Centinaia di morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia di senza tetto e profughi.
Israele dimostra ancora una volta la sua forza e la sua crudeltà, la sua immoralità, mentre i suoi servi sfilano uno per uno con la kippa in testa. A Roma, Fini, Berlusconi, Veltroni, Fassino tra gli altri. Di questi omuncoli forse solo la cronaca ricorderà il nome, simbolo di vergogna, ma dei nostri fratelli e sorelle che cadono sotto le bombe e in battaglia il proprio
popolo conserverà per sempre l'indelebile ricordo.

Vorremmo pensare che tutto questo presto finirà, che gli umiliati e offesi presto vendicheranno offese e umiliazioni. Ma così non sarà; a noi è toccato di vivere un'epoca in cui nessuna ingiustizia è abbastanza grande, un'epoca
in cui i “deboli” non sono mai abbastanza piegati dalla violenza dei “forti” ; un'epoca in cui non fa scandalo ciò che decidono i potenti, ma piuttosto lo stato ebete in cui giacciono i “non potenti”, idiotizzati da una speranza di consumo sempre più vana.

Oggi, possiamo fare poco più che piangere i tanti morti proletari che cadono nei luoghi di lavoro o per la fame e le malattie o sotto le bombe; non possiamo impedire questa violenza cieca che in nome del profitto e del potere fa strage ogni giorno.
Ma che tutto questo dolore, almeno, si trasformi in odio e che questo odio si riversi su di voi senza pietà, come senza pietà trattate la vita di milioni di persone.

Continuate ad uccidere, a seviziare, a sfruttare, a ferire, a colpire, a umiliare, a dimenticare, a voltarvi dall'altra parte. Comprate telefonini e vi scambiate insulsi messaggi,  vi vestite “alla moda”, guardate le “soap opera” e i “reality show”. Esultate per alcuni miliardari che hanno vinto un torneo di calcio, vi mobilitate contro le retrocessioni inflitte a squadre
corrotte… mentre un mondo intero, gigantesco, muore ogni giorno piegato dal lavoro e dalla fatica, dalla fame e dalle malattie, dalla disperazione per pagare i vostri consumi che vi “conquistate” a colpi di missioni di guerra (o pensate che sia il destino che vi fa più ricchi degli altri ?)

Pensate di aver vinto la battaglia della vita ma non avete più ideali, niente per cui valga la pena resistere e combattere contro i nemici più potenti e crudeli. Aspettate la morte che vi terrorizza perché niente della vostra vita merita di essere vissuto e allora desiderate almeno la quantità (di consumi), dato che non potete avere la qualità. Siete più morti voi dei bambini che i “vostri ragazzi” uccidono con le bombe.

Alla fine vinceremo noi, statene certi. Perché noi avremo sempre un presente e un futuro per cui lottare. Resisteremo e continueremo a combattere ogni istante della nostra vita fino alla fine del vostro mondo, fino alla nascita
del nostro.

Per il comunismo, fino alla vittoria

Toscana del nord, luglio 2006

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Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

“I nostri avversari sono gli avversari dell'umanità. Non è vero che abbiano
ragione dal loro punto di vista: il torto sta nel loro punto di vista.
Forse è inevitabile che siano così, ma non è necessario che esistano.
È comprensibile che si difendano, ma essi difendono predatori e privilegi, e
comprendere in questo caso non deve significare perdonare.
Colui che è lupo per gli Uomini, non è uomo, ma lupo. Oggi che dalla
semplice legittima difesa di masse enormi stiamo passando alla battaglia
finale per il potere supremo, “bontà" significa distruzione di coloro che
impediscono la bontà."

Bertolt Brecht