homepage
euskadi repressione di stato internazionale

Il quotidiano GARA illustra il comunicato che ETA gli ha consegnato

18 agosto 2006

SAN SEBASTIAN
Quando stanno per compiersi cinque mesi da quando decretò un cessate il fuoco permanente per promuovere un processo democratico, Euskadi Ta Askatasuna considera che i dirigenti dei partiti politici non hanno risposto nella misura della loro responsabilità “ poiché invece di
compiere passi profondi per alimentare questo processo e per costruire una cornice democratica in Euskal Herria, ha agito ciecamente per demolire le posizioni della sinistra indipendentista basca.”
In un comunicato consegnato a GARA, ETA fa arrivare alla cittadinanza basca la sua lettura sulla “gravità “ della situazione. L’organizzazione armata ripassa quanto accaduto negli ultimi mesi e sottolinea che il Governo spagnolo si é avvalso della repressione per debilitare la sinistra
indipendentista basca”, per mezzo di “continui attacchi dagli apparati dello Stato.”
Ugualmente, rimprovera a PSOE e PNV che stanno dimostrando una volontà chiara di ritardare i passi da fare”, mentre “impongono nuove condizioni alla sinistra indipendentista basca.”
ETA denuncia che “quegli stessi agenti stanno continuamente cercando di svisare e vuotare di contenuto il processo, identificando la situazione aperta con la fine di ETA e con che la sinistra indipendentista basca accetti docilmente la cornice attuale.”
Inoltre, critica che il PSOE “vuole sviluppare il suo proprio modello di Stato e trasformare il processo in un mero strumento per continuare al potere.”
L’organizzazione armata capisce che come conseguenza di quegli atteggiamenti il processo si trova “in un impasse” e responsabilizza PNV e PSOE di questo “blocco” poiché, come afferma ETA, “pretendono di costruire un processo alla misura dei loro interessi e necessità .”
La responsabilità  di entrambe le formazioni é, secondo ETA, “più¹” grave se possibile, perché “in un contesto nel quale sta in gioco il futuro di Euskal Herria, sta prevalendo la tentazione di ignorare il futuro di Euskal Herria in favore dei loro interessi.”
Nel suo comunicato, l’organizzazione armata afferma che il PSOE ed il PNV non hanno dimostrato ancora una volontà  chiara di rispondere mediante la negoziazione e l’accordo ai nodi che bisogna sciogliere in questo processo.” Al contrario, crede che il loro atteggiamento sia quello di
”distanziarsi dagli impegni acquisiti” e “mettere nuovi ostacoli affinché Euskal Herria si impantani nel fango della cornice di negazione e divisione.” Domanda loro, in quel senso, se “hanno intenzione di lasciare che il processo marcisca.”
Secondo la lettura che realizza Euskadi Ta Askatasuna, il processo è ”immerso in una crisi evidente” la cui origine sta nell’  “atteggiamento meschino dei partiti politici che non hanno preso durante il tragitto decisioni profonde per riconoscere ad Euskal Herria una cornice democratica.”
L’organizzazione armata basca considera che mantenere un atteggiamento ”repressivo é incompatibile con lo sviluppo di un processo di negoziazione”, e per ciò nota che “se continuano gli attacchi contro Euskal Herria, ETA risponderà .”
Nel suo comunicato, si riafferma negli obiettivi che segnò nella sua dichiarazione del passato 22 di marzo, e sollecita a “adottare compromessi e decisioni chiare in quella direzione.”

Appello alla cittadinanza
A sua volta, l’organizzazione armata fa anche un appello generale alla cittadinanza basca affinché “accumuli forze” a beneficio di quegli obiettivi, “esercitando una pressione popolare col fine di raggiungere una situazione democratica basata sui diritti di Euskal Herria.”
ETA conclude esprimendo le sue “più sentite condoglianze” ai parenti di Galarza Turroi.
”L’oppressione politica, militare ed economica si mantiene”


 Euskadi Ta Askatasuna denuncia nel suo comunicato che attualmente si mantiene l’oppressione politica, militare ed economica di Euskal Herria” e che gli Stati “continuano utilizzando tutto il loro macchinario repressivo contro i pilastri che ci trasformano in un Paese.”
Patrocina, in questo senso, per “levare tutti quelli limiti che oggigiorno si impongono ad Euskal Herria per arrivare ad una vera situazione democratica.”
Nella sua opinione, “quelle sono le catene della dipendenza che i cittadini baschi devono sciogliere.”In questi ultimi mesi, come emerge, i Governi spagnolo e francese non hanno cessato nei loro attacchi contro i cittadini baschi.”

Misure di eccezione
Nel momento di enumerarli, l’organizzazione armata cita la “occupazione delle strade, i controlli e minacce delle forze armate, i sequestri di cittadini baschi e la violazione dei diritti civili e politici della sinistra indipendentista basca.”
Situa anche tra quegli attacchi “le misure di eccezione” che si stanno adottando contro il collettivo di carcerati politici baschi come la ”persecuzione contro gli esiliati politici”, alcune situazioni che, come sottolinea, si sono mantenute durante gli ultimi mesi.”
ETA conclude, a partire da queste attuazioni, che le autorità  spagnole ”continuano a non assolvere i loro impegni di cessate il fuoco.”

--
Irabazi arte!
www.inventati.org/irrintzi