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Da: |
"Claudio Ceravolo"
<c.ceravolo@comune.crema.cr.it> |
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Data: |
2005/05/03 mar PM
04:16:47 GMT+02:00 |
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A: |
"Laltralombardia - SU LA
TESTA" <laltralombardia@tele2.it>, "CR sindaco"
<sindaco@comune.cremona.it> |
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Oggetto: |
Re: comunicato stampa |
A Giorgio
Riboldi
Laltralombardia
Sede nazionale
di Milano
Caro Giorgio,
indirizzo a te
queste brevi note in risposta al vs comunicato stampa; non saprei
infatti come
contattare gran parte dei gruppi firmatari del comunicato, e ti vorrei
quindi
pregare di diffondere loro questa mail.
Innanzi tutto
vorrei dire che interpreto il fatto che voi abbiate voluto indirizzare
a me e a
Giancarlo Corrada il comunicato come segno che ci ritenete almeno degli
interlocutori : questo è importante, perchè se voi ci
riteneste solo degli
ignavi che hanno concesso spazi pubblici ai neofascisti perchè
non capaci di
valutare appieno il pericolo del neofascismo oggi (o, peggio ancora,
per
qualche forma velata di collusione....), allora non ci sarebbe nessuno
spazio
per scambiarci opinioni diverse. Se invece
c'è da parte
vostra la consapevolezza che noi abbiamo fatto delle scelte - su cui
non siete
d'accordo - ma per delle ragioni chiare, allora ci si può
confrontare. Magari per trovarsi alla fine ancora in
disaccordo, ma almeno nel rispetto reciproco.
Di conseguenza
vi invio queste note, necessariamente sintetiche, dichiarandomi fin
d'ora
disponibile ad approfondire il dibattito nelle sedi più
opportune, esponendovi
le ragioni per cui mi sono comportato in un certo modo.
Io non
sottovaluto il pericolo del risorgere del fascismo, come problema
mondiale,
anzi.
Chiaramente
oggi, nel 2005, il fascismo si ripresenta in forme molto diverse dalla
forma
storica cha assunse nell'Italia degli anni '30 : se qualcuno oggi
utilizzasse l'orbace o il saluto romano verrebbe sepolto da una
risata;
userebbe quindi forme molto più sottili e subdole, le stesse
forme che oggi il
fascismo utilizza in paesi come la Colombia o la Tailandia.
Oggi, 2005, il
fascismo usa delle tattiche e degli strumenti : la tattica in genere
sta
nel'individuare un "nemico pubblico" su cui indirizzare l'odio delle
masse : la razza nemica, la religione diversa, il pericolo
dell'immigrato.....
Dopo che la paura ha seminato nella gente "dust and devils", si
propongono degli strumenti per combatterla :
-
L'autorità (dello stato, dei poteri locali, delle chiese),
perchè ci vuole un
potere forte che ci garantisca dai pericoli...
- L'intolleranza
(contro il diverso, il nemico ecc.)
- Il
conformismo, appiattendo le coscienze con i vari "oppio del
popolo" (televisione in primis...).
Questi pericoli
non solo solo dei paesi del 3M, sono profondamente insiti anche nelle
nostre
democrazie, da sempre a rischio per la rinascita dei totalitarismi
(Hanna
Arendt insegna). A questo proposito
bisogna dire
che nell'Italia di oggi è molto più pericolosa, come
motore di una deriva
totalitaria, la Lega di Borghezio che non 4 nostalgici un pò
sfigati.
Come combattere
questo rischio di deriva totalitaria ? Con una applicazione
rigorosa ed inflessibile dei principi della democrazia. Con
l'apertura delle menti, con uno sguardo che non veda nell'altro il
pericolo, il
nemico, e quindi combattendo la paura e il
conformismo. E più
di ogni altra cosa, con la tolleranza. La
tolleranza è
a mio parere la più forte arma in mano all'antifascismo, e si
può
legittimamente dire che mentre il fascimo è
di sua natura
intolleranza, la tolleranza rovescia alla radice il modo di agire e di
essere
del fascismo.
Ora, la
tolleranza non può esistere part-time. O c'è o non
c'è, non esiste
che ci sia con alcune eccezioni.
Bisogna
essere tolleranti anche con i fascisti ? O, in altri termini,
come può la
democrazia difendersi dai nemici della democrazia?
La democrazia
si difende con la democrazia. Se i fascisti violano la
legge, si
applica la legge, ma manifestazioni di intolleranza anche nei confronti
dei
fascisti servono solo a fare il loro gioco, ossia a creare quel
clima
descritto prima del quale poi il dittatore di turno approfitta.
Con questo non
voglio negare che in certe situazioni, come nell'Europa del 40'-45', la
lotta
armata fosse un dovere morale. Ma noi oggi non siamo nel
'45, e
espressioni di odio politico fanno retrocedere, non avanzare, le
conquiste
democratiche.
E' nel clima
culturale di paura e conformismo che il fascismo trova il suo humus, e
quindi
la lotta antifascista è innanzi tutto lotta di cultura. Se
davvero
vogliamo battere il fascismo è su questo terreno che dobbiamo
affrontarlo :
pensare di batterlo con i pugni e i calci sarebbe come pensare di
vincere una
partita di calcio picchiando i tifosi avversari : le botte servono solo
a fare
squalificare il tuo campo di qualche giornata.
Un'ultima
riflessione sul tema autoritarismo /
antiautoritarsimo. Io da
sempre ho cercato di dare al Comune di Crema una impronta aperta ed
antiautoritaria, e mi pare assurdo pretendere che un Ente Locale
eserciti una
censura preventiva concedendo o non concedenedo l'uso di uno spazio
pubblico. Per definizione, lo spazio pubblico
è di
tutti, non è proprietà personale del Sindaco o di qualcha
altra autorità ;
ragion per cui, una volta soddisfatte le varie autorizzazioni
(che devono
a loro volta soddisfare ai principi di sicurezza, non di controllo
politico),
una volta verificato che non si sovrappongano manifestazioni diverse, a
mio
parere il permesso deve essere dato d'ufficio, senza che un organo
politico dia
l'imprimatur. E' quello che noi da anni facciamo : si
può non
essere d'accordo, ma bisogna ammettere che se non si fa così si
reintroduce un
principio autoritario che poi potrebbe (nel clima di rinascita dei
fascismi di
cui parlavo prima) ritorcerci contro le istituzioni democratiche.
Ci sarebbero
molte altre cose da dire : non voglio annoiarvi, riconfermo la mia
disponibilità a un incontro, e vi saluto cordialmente
Claudio
Ceravolo
Sindaco di Crema