Il giornale turco “Evrensel” nell'edizione del 12 agosto scorso ha pubblicato un’intervista esclusiva con il segretario generale di Hizbullah libanese, Seyyed Hassan Nasrallah, prima che venisse proclamato il cessate il fuoco tra Israele e Libano, già ampiamente violato a più riprese dai sionisti. Ne presentiamo la traduzione in lingua italiana.

Associazione Islamica “Imam Mahdi” (AJ)
Collegamento all’intervista originale: cfr. http://www.evrensel.net/06/08/12/dunya.html#1

Domanda: Nei primi giorni dell’occupazione del Libano, Israele ha dichiarato che il proprio obiettivo era “la distruzione di Hizbullah”. Ha trovato però una resistenza inaspettata ed ha dovuto abbandonare le ambizioni iniziali. Nel corso dei violenti combattimenti, l’esercito di occupazione continua a soffrire forti perdite. Questa realtà, nei mass-media, è stata fortemente occultata. Potete fornirci delle indicazioni della situazione attuale della Resistenza?

Hassan Nasrallah: Le bande sioniste, che sono i mercenari dell’imperialismo, utilizzano brillantemente i media. I media occidentali ed in particolare quelli americani sono nelle mani dei capitalisti giudei. Affermano di aver bombardato e distrutto le postazioni di Hizbullah e sperano così di ingannare i popoli. Non si tratta che di una menzogna. Avete potuto constatare personalmente come mentono! Stanno martirizzando i civili innocenti; stanno martirizzando donne e bambini. Ma ovunque li abbiamo affrontati, sono stati sconfitti. Contrariamente al nemico sionista, noi agiamo con cautela e discernimento. Non spariamo sui civili. Essi mentono quando affermano che facciamo questo. Lanciamo missili su obiettivi militari che avevamo localizzato precedentemente. Bisogna però sapere che i sionisti stanno spingendo deliberatamente gli arabo-israeliani verso la frontiera. Li utilizzano come bersagli. Noi rifiutiamo di cadere nella provocazione e nella discordia (con gli arabi israeliani, n.d.t.). I nostri bersagli non sono i civili ma le forze militari sioniste. Sul campo di battaglia i nostri combattenti stanno respingendo da ogni lato le forze sioniste, e devono sapere che non abbiamo ancora utilizzato il nostro arsenale più importante. I sionisti hanno compreso che non possono vincerci; è per questo che distruggono le nostre strade e assassinano le nostre donne e bambini. Credono di poterci portare così alla capitolazione, ma noi non ci arrenderemo mai! Non accettiamo alcuna soluzione se non la libertà della nostra patria. Per questo resisteremo e combatteremo. L’imperialismo e le sue bande di supporto locali sanno che li attendiamo in ogni collina, in ogni valle, in ogni strada e su ogni centimetro di terra della nostra patria. La nostra resistenza è destinata alla vittoria. Non abbiamo e non accettiamo altra alternativa. Questa guerra terminerà con la vittoria di tutti gli oppressi e di tutti i Musulmani del mondo.

Domanda – E’ possibile che in Libano si riaffacci il pericolo di una guerra civile?

Hassan Nasrallah: Il regime sionista spera di creare uno scontro etnico e religioso non soltanto in Libano ma nell’intera regione, fomentando le tensioni tra le differenti comunità. Ma Hizbullah ha rovinato questo piano. I popoli oppressi del nostro paese e del Medio Oriente hanno difeso Hizbullah e gli hanno fornito il proprio sostegno. Cristiani e socialisti compresi. E’ evidente che l’imperialismo abbia creato, già al tempo dell’URSS, false organizzazioni Islamiche collaborazioniste. Queste organizzazioni non solo hanno sparso odio e discordia tra le comunità, ma hanno anche combattuto le forze rivoluzionarie. Al presente, le condizioni sono cambiate. Per citare un altro esempio: prima di rovesciare Saddam Hussein, gli Stati Uniti d’America l’hanno utilizzato per combattere l’Iran, i Kurdi e noi altri. Diverse organizzazioni al soldo dell’imperialismo sono state utilizzate per questi conflitti tra differenti comunità. Siamo perfettamente coscienti di questa strategia. L’abbiamo ben compresa e durante la nostra storia abbiamo accuratamente evitato di cadere in questa trappola.

Domanda – Malgrado l’aggressione alla Palestina ed al Libano, i governi arabi tacciono. Quale è la ragione di questo silenzio?

Hassan Nasrallah: La maggioranza di questi governi arabi collaborano con il nemico. L’Arabia Saudita, per esempio, ha emesso “fatawa” (responsi giuridici islamici, n.d.t.) contro di noi. Queste “fatawa” sono ridicole. Nessuno vi crede, neanche i loro stessi popoli. Si tratta di “fatawa” politiche, preparate negli interessi degli Stati Uniti. Questo genere di editti sono emanati periodicamente. Non li prendiamo seriamente, perché una cosa è molto chiara per noi: non permetteremo mai che una guerra di religione scoppi nelle nostre terre. Queste “fatawa” servono precisamente a seminare divisioni interconfessionali. Questa trappola ha funzionato in Iraq, ma oggi il popolo iracheno se ne è reso conto.

Domanda – Affrontando la questione irachena, vorremmo porvi una domanda al riguardo: abbiamo constatato che in questo paese occupato una guerra interconfessionale è stata effettivamente, in qualche modo, fabbricata. Negli ultimi giorni alcuni generali statunitensi hanno essi stessi messo in guardia contro un’imminente guerra civile in Iraq. Quale è la vostra opinione in merito?

Hassan Nasrallah: Quando gli imperialisti non riescono a sconfiggere un popolo con le armi, creano delle organizzazioni interne, che si pretendono “movimenti di resistenza”, al fine di fomentare delle guerre civili. Questo permette agli imperialisti di presentarsi come salvatori e vincitori. Ma qualsiasi cosa facciano, non raggiungono i loro obiettivi. Questo gioco è stato utilizzato in Iraq contro gli Sciiti e i Kurdi. Gli imperialisti persistono attualmente con la stessa strategia. Oggi Saddam non è più al potere ma ci sono centinaia di potenziali Saddam. Siamo attenti affinchè il nostro popolo, i nostri popoli, restino vigili di fronte alle minacce di guerre fratricide.

Domanda – Come valuta l’azione del governo turco?

Hassan Nasrallah: Il governo turco ha inviato messaggi di condanna verso Israele. Ma questi messaggi sono rimasti delle parole. Sappiamo che le bombe sganciate sul nostro paese provengono dalla Turchia. In aggiunta, in base alle nostre informazioni, un certo numero di deputati turchi è membro di un gruppo di amicizia turco-israeliano. Ci attendiamo dalla Turchia reazioni concrete. Il governo turco è ancora uno dei più fedeli alleati delle bande mercenarie sioniste!

Domandaa – Quale è lo stato attuale delle vostre relazioni con il movimento socialista?

Hassan Nasrallah: Per un certo tempo il movimento socialista ha preso le distanze dalla lotta internazionale. Oggi, al contrario, ha finalmente iniziato ad appoggiarci moralmente. L’esempio più concreto è il sostegno fornito dal presidente del Venezuela, Hugo Chavez. Il richiamo del proprio ambasciatore da Israele è un atto che alcuni Stati musulmani non hanno osato fare. Chavez ha inoltre annunciato il proprio sostegno alla nostra resistenza in maniera esplicita. Questa dichiarazione di Chavez ci ha enormemente incoraggiato. Abbiamo potuto constatare la stessa attitudine da parte del movimento rivoluzionario della Turchia. Durante gli anni ’60, dei fratelli socialisti della Turchia si recarono in Palestina per combattere contro Israele. Il ricordo di uno di loro è ancora vivo nella mia memoria e nel mio cuore: Deniz Gezmis (*).

Domanda – Quale è l’importanza di Deniz per voi?

Hasan Nasrallah: Vorremmo vedere dei nuovi Deniz tra noi. I nostri ranghi hanno sempre posto per accogliere nuovi Deniz. Deniz vivrà sempre nel cuore della Palestina e del Libano. Nessuno deve dubitarne. Dobbiamo purtroppo notare che la fratellanza del tempo passato, che esisteva tra coloro che combattevano il nemico comune, non è più così viva. Avremmo voluto combattere l’imperialismo ed il sionismo, fianco a fianco, con i nostri fratelli socialisti libanesi. Perché questa guerra non è solamente la nostra. Questa è una battaglia comune di tutti gli oppressi del mondo. Non dimenticate che se la Palestina ed il Libano perdessero questa guerra, sarebbe una sconfitta per tutti i popoli oppressi. Nella nostra lotta contro l’imperialismo, i rivoluzionari devono assumersi delle responsabilità e diventare nuovamente dei “Deniz” nel cuore del popolo libanese e palestinese.

Domanda – Nelle strade libanesi, i poster del Che, di Chavez, di Ahmadinejad e di Hizbullah stanno fianco a fianco. E’ questo il segno dell’emergere di un nuovo polo?

Hassan Nasrallah: Noi salutiamo i popoli dell’America Latina ed i loro dirigenti. Essi hanno sempre resistito eroicamente ai banditi del Nord. La loro lotta costituisce una fonte di speranza per noi. Hanno mostrato a tutti i popoli oppressi la via da seguire. Andate nelle nostre strade; vedrete che il nostro popolo porta Chavez e Ernesto Che Guevara nel suo cuore. Ai nostri amici socialisti che vogliono combattere insieme a noi per la fratellanza e la libertà, diciamo che se è per dirci che “la religione è l’oppio dei popoli”, non vale la pena venire. Noi rifiutiamo tali concezioni. Al di là delle nostre differenze, abbiamo dato prova delle nostre capacità; le foto di Chavez, del Che, di Sadr e di Khamenei brandiscono fianco a fianco. Queste guide salutano insieme il nostro popolo. Se noi rispettiamo le vostre opinioni e voi le nostre, nessuna potenza imperialista potrà sconfiggerci!

Domanda – Tra gli altri pericoli che minacciano la regione, ci sono i “cambiamenti di regime” che pianificano i governi occidentali, ed in questa prospettiva, le pressioni che esercitano su Damasco e Tehran. Alcune fonti sostengono che l’aggressione contro il Libano possa sconfinare in Siria. Pensate che una guerra regionale possa aver luogo?

Hassan Nasrallah: Le potenze imperialiste dichiarano senza troppi giri di voler soggiogare i popoli della regione e rimodellare il Medio Oriente installando dei governi servili. E’ contro questo che noi resistiamo al fianco di Siria e Iran. La provocazione dell’attentato contro l’ex primo ministro libanese Rafik Hariri è stata usata per ottenere il ritiro delle truppe siriane dal Libano. Ma questi codardi non si sono voluti accontentare di questo. Al presente, essi vogliono attaccare militarmente Tehran e Damasco, sempre con lo stesso genere di pretesti. La Siria, l’Iran e Hizbullah resisteranno senza limiti. Combatteremo per la nostra patria e la nostra libertà. Resisteremo rifiutando di inginocchiarci. Gli imperialisti occidentali sperano di fare del Libano e della nostra regione un secondo Kosovo, accendendo le tensioni tra le comunità. Noi non partecipiamo a questo gioco. Nelle nostre strade, tutti i Libanesi, siano essi cristiani, sunniti o sciiti, brandiscono le bandiere di Hizbullah. Il loro mondo “unipolare” fa ormai parte del passato. Di fronte ad essi ci siamo noi, l’Iran, la Siria, il Venezuela, Cuba e la Corea del Nord. E c’è la resistenza in Palestina, in Iraq e in Afghanistan! Fintanto che l’imperialismo e le sue guerre di occupazione esisteranno, i popoli proseguiranno la loro resistenza. Gli imperialisti possono dimenticare la pace. Se essi la vogliono, dovranno prima di tutto rispettare la libertà dei popoli ed eliminare le loro orde di riservisti. A Iddio piacendo, la vittoria sarà nostra. Non li lasceremo fare del nostro paese un nuovo Kosovo. Il nostro popolo è cosciente e vigile. In caso di aggressione, non abbandoneremo mai l’Iran e la Siria. Per la nostra libertà, credeteci, combatteremo fino alla nostra ultima goccia di sangue. I nostri nemici se la prendono con l’Iran perché questo paese disporrebbe di armi nucleari mentre gli Stati Uniti ed i loro sbirri sionisti ne detengono le più grandi scorte. Il possesso delle armi nucleari non è altro che un pretesto per giustificare l’installazione di regimi fantoccio.

Domanda – Alcuni sostengono che Hizbullah sia teleguidato dall’Iran. Cosa rispondete a queste accuse?

Hassan Nasrallah: Si tratta di una pura menzogna. Noi siamo un’organizzazione libanese indipendente. Non accettiamo ordini da nessuno. Ma questo non significa che non cooperiamo. Lo ripeto, noi siamo resistenti. Siamo al fianco dell’Iran e della Siria. Sono i nostri fratelli. Ogni minimo attacco contro Tehran o Damasco lo vediamo come un’aggressione contro di noi. Siamo pronti a difenderli fino al nostro ultimo respiro. Noi sosteniamo la resistenza globale al terrorismo imperialista globale.

Domanda: Volete aggiungere qualcosa?

Hassan Nasrallah: La pace non è mai unilaterale. E’ impossibile instaurare una pace durevole in un mondo dominato dall’imperialismo. La pace non può che nascere dalla lotta per la liberazione. Di conseguenza, essa non può esser ottenuta finchè paesi come l’Iraq, l’Afghanistan o la Palestina saranno occupati.


(*) Deniz Gezmis, figura leggendaria del «maggio ‘68» turco, fu in seguito uno dei dirigenti del movimento studentesco turco dei Giovani rivoluzionari (Dev Genç) e dell’Armata di liberazione popolare della Turchia (THKO). Nel 1969, si unisce ai resistenti di Fatah in Palestina, dove rimane per tre mesi. Il 4 marzo 1971 partecipa al rapimento di quattro militari americani nel quartiere di Balgat di Ankara. Catturato a Sarkisla, nelle montagne di Sivas, sarà giudicato in virtù dell’articolo 146/1 per “tentativo di rovesciamento dell’ordine costituzionale turco” e condannato a morte il 16 luglio 1971, insieme ai camerati Yusuf Aslan e Hüseyin Inan. Per tentare uno scambio di prigionieri con il governo turco ed evitare così l’esecuzione di Deniz e dei suoi camerati, dei combattenti del THKP-C, il Fronte di liberazione popolare della Turchia ed il suo dirigente Mahir Cayan che nel maggio 1971 si era fatto conoscere per l’esecuzione dell’ambasciatore di Israele ad Ankara Efraim Elrom, organizzano il 27 marzo 1972 il rapimento di tre agenti britannici della base della NATO situata a Ünye. Il 30 marzo 1972 i combattenti THKP-C falliscono in questo tentativo di negoziazione e vengono uccisi dall’esercito governativo nella città di Kizildere. Il 6 maggio 1972, Deniz Gezmis ed i suoi due compagni vengono uccisi dopo aver sfidato i loro esecutori, invitando il popolo turco e kurdo all’insurrezione.

Traduzione a cura dell’Associazione Islamica “Imam Mahdi” (AJ)
http://www.islamshia.org