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Inchiesta su
Forza Nuova
da "Zero in Condotta" (11 maggio 2000)
.
Forza Nuova: l'unica opposizione
. .
La
visibilità recente di un movimento politico
neofascista come Forza Nuova (FN) dipende, da quello che si dice negli
ambienti
dell'estrema destra, dall'attuale grave crisi del Movimento Sociale -
Fiamma
Tricolore (MS-FT). Il partito di Rauti pare stia perdendo pezzi della
sua
organizzazione (intere sezioni e i suoi militanti più giovani )
verso FN,
mentre i suoi militanti più anziani vedono nel Fronte Nazionale
di Adriano
Tilgher un'alternativa allo sbracamento del MS-FT.
Il Fronte Nazionale nasce nel 1997, dopo un'assemblea al cinema
Capranica di
Roma, con l'intento di sviluppare in Italia un partito simile a quello
di Le
Pen in Francia. Presidente del Fronte Nazionale viene eletto Adriano
Tilgher,
amico di Stefano Delle Chiaie fin dai tempi di Avanguardia Nazionale.
Il
progetto di Tilgher è di ricostruire una destra
anticapitalistica, superare la
distinzione tra destra e sinistra, oltre alla scontata battaglia contro
l'immigrazione, con la parola d'ordine "ognuno a casa sua". Insomma,
si parte da dove Rauti ha fallito, cercando di rimettere assieme i
delusi di
Alleanza Nazionale.
Anche l'anno di fondazione di Forza Nuova è il 1997, ma
già da tempo nelle
sezioni del MS-FT veniva distribuita la rivista Foglio di Lotta
(pubblicata con
i soldi di Roberto Fiore, ancora latitante a Londra). Rauti,
preoccupato dal
successo della coppia Fiore/Morsello, ne vieta però la
diffusione e, allora,
viene presa la decisione che è giunto il momento di operare
fuori dal partito.
La nuova formazione riesce a far breccia anche nelle fila della Lega
Nord, dove
diversi militanti sono stanchi dei cambiamenti di umore di Bossi, delle
strane
alleanze e delle dichiarazioni di intenti mai realizzate (come sulla
secessione
e sull'immigrazione).
La paura del diverso, lo spauracchio dell'immigrazione, mischiate al
tradizionalismo cattolico più integralista, fanno breccia in
settori non
marginali della popolazione e su questo ha creato le sue fortune la
"Tolleranza Zero" della destra istituzionale. Su questo sentiero
Forza Nuova intende spingere, radicalizzando certe posizioni,
dichiarandosi
"l'unica opposizione".
Non è ancora giunto il momento di attaccare i centri di
accoglienza come già
succede in Austria e in Germania, non c'è ancora la pratica
regolare delle
aggressioni agli stranieri come in Francia o in Inghilterra, ma certe
cose si
cominciano a vedere anche da noi. Le ronde padane di Borghezio vanno in
quella
direzione ed anche alcuni episodi estemporanei avvenuti nella nostra
città (le
ronde anti-barboni la notte del 27 giugno, dopo la vittoria della
destra alle
elezioni comunali, le ronde dei ragazzotti della Fiamma Tricolore
contro i
tossici) sono segnali che non vanno sottovalutati.
Certo, Forza Nuova ci ha tenuto, fin ad ora, a far apparire i suoi
dirigenti in
giacca e cravatta, ha usato le competizioni elettorali per lanciare i
suoi
messaggi di propaganda, ma la campagna di proselitismo per nuovi
militanti si
rivolge ai naziskin, alle frange più violente del tifo, agli
scontenti dei
partiti della destra istituzionale. Quindi è abbastanza facile
immaginare
quello a cui mirano e al clima politico e sociale che, se potessero,
vorrebbero
instaurare.
Sentite cosa dice in un'intervista a Repubblica (24 settembre 1999)
Paolo
Caratossidis, studente di Scienze Politiche di Padova e dirigente di
Forza
Nuova Studenti, nonché attivo allo stadio tra le fila della
Juventude Crociata
Padova: "Lo stadio, le discoteche, le birrerie e anche i centri sociali
sono un bacino da sfruttare per la ricerca di voti e consensi… Se si fa
propaganda con i volantini, mille distribuiti tra gli spalti hanno
più valore
che davanti a un supermercato con pochi soldi, uno striscione allo
stadio ha
una visibilità nazionale". Per questo le bandiere con la croce
celtica o
la svastica, oppure lo slogan razzista non sono elementi su cui
soprassedere,
sono messaggi simbolici che vogliono ottenere precisi effetti.
La tattica di espansione di Forza Nuova si basa nell'occupare spazi
dove non ci
sono "concorrenti". Per esempio, in alcune realtà studentesche
dove
Comunione e Liberazione è assente, FN riesce a raccogliere
consensi. La loro
filosofia è di cominciare a lavorare dove sono rimasti spazi di
agibilità.
Ancora parole di Caratossidis: "Adesso le università sono libere
dalla
presenza dei rossi, è giunto il momento di recuperare
l'agibilità politica e il
consenso negli atenei italiani".
Altro esempio significativo, il convegno contro l'aborto, organizzato
da Donne
in Azione (aderenti a FN), nella "Bergamo bianca", insieme
all'associazione irlandese Youth Defence, nel febbraio '99.
Il rimpatrio forzato degli immigrati non può non far breccia
nell'elettorato
leghista più oltranzista delle regioni del Nord, così
come l'abrogazione delle
leggi Scelba e Mancino sui movimenti fascisti e razzisti non può
attirargli le
simpatie di tanti "camerati incazzati" che negli anni passati si
erano divertiti a darci dentro prendendosi denunce e condanne.
Sicuramente, FN ha raccolto molto tra coloro che animarono le diverse
sigle dei
movimenti nazisti e skin sciolti dalla legge Mancino, non a caso molti
leader
di allora sono esponenti di punta dell'attuale movimento (per esempio,
Duilio
Canu che guidava Azione Skinheads, oggi è dirigente di FN di
Milano).
Anche il vetero-fascismo più bieco trova spazio nelle parole di
Maurizio
Boccacci, l'ex leader di Movimento Politico confluito in FN dopo il
ritorno di
Morsello, che ha espresso solidarietà agli antisionisti, dopo
l'attentato di
via Tasso e al cinema dove veniva proiettato il documentario su
Eichmann.
Per quanto riguarda l'avventura elettorale, finora è stata
abbastanza
deludente, anche se alle elezioni comunali dello scorso 16 aprile hanno
avuto
un risultato sorprendente a Lodi e a Faenza (2%). Per il resto si
viaggia su
una media che, a livello nazionale, non arriva allo O,5%. L'alleanza
con la
Lega Meridionale di Cito alle ultime europee è stato un flop, ma
in alcuni
piccoli centri ha ottenuto percentuali apprezzabili.
A livello di presenza sul territorio, Forza Nuova invece sta crescendo
rapidamente in tutta Italia: con i soldi di Fiore, sta aprendo sedi in
tutte le
regioni.
Nei loro comunicati affermano che non passa giorno senza che un
esponente di AN
aderisca al loro progetto o che una sezione del MS-FT passi sotto il
loro
controllo. Le loro fonti parlano di duemila iscritti e circa 20 mila
simpatizzanti, ma probabilmente nelle realtà queste cifre vanno
parecchio
ridimensionate.
In un rapporto di egemonia con gli altri movimenti della destra
più estrema,
Forza Nuova intende ricoprire un ruolo che, per certi aspetti, si era
già visto
con Terza Posizione alla fine degli anni Settanta. Quindi non va
escluso che,
insieme a una destra ultra cattolica e bigotta (battaglia
antiabortista, difesa
della famiglia, ritorno del Concordato tra Stato e Chiesa, Lotta alla
Droga),
al razzismo sociale contro gli immigrati, all'ambientalismo purista di
Morsello,
si possa aggiungere un'ala "dura e fisica" capace di farsi rispettare
dagli avversari politici.
Per quanto riguarda i rapporti con le altre organizzazioni di destra,
Forza
Nuova accusa Tilgher del Fronte Nazionale di essere, insieme a Delle
Chiaie, un
pericoloso agente dei servizi segreti e pagato per frenare l'azione del
movimento e di utilizzare la loro posizione per reprimere i
concorrenti. Anche
nei confronti della Fiamma Tricolore i commenti non sono teneri: FN
molto
concretamente sta facendo leva sulle attuali difficoltà del
Movimento Sociale
per aprirsi un varco tra i suoi militanti. Infine Alleanza Nazionale:
è
l'emblema del tradimento assoluto, può essere solo terreno di
raccolta per
quella fetta di scontenti del partito di Fini.
Ma Stefano Delle Chiaie, fondatore negli anni Sessanta di Avanguardia
Nazionale, oggi leader del piccolo raggruppamento Lega Nazional
Popolare, alle
accuse di FN non ci sta e, rimandandole al mittente, descrive Roberto
Fiore e
Massimo Morsello come traditori della causa, pagati dai servizi segreti
inglesi
e autori del furto alla cassa di Terza Posizione. Niente da dire, un
bell'ambientino!!!
Queste ultime beghe di bottega non ci convincono però al fatto
che Forza Nuova
sia un fenomeno da prendere sottogamba. Dietro a questo rimbalzarsi di
accuse,
alla corsa a definirsi più fascisti degli altri, ci sono
progetti e pratiche
che se attecchiscono in un clima di xenofobia già abbastanza
vasto, potrebbero
creare situazioni molto pericolose.
. .
L'impero economico dietro la croce celtica
L'idea
di dar vita a Forza Nuova nasce da
due vecchie conoscenze dei gruppi fascisti italiani degli anni
settanta:
Roberto Fiore e Massimo Morsello. Entrambi furono condannati nel 1985
per
associazione sovversiva nell'ambito dell'inchiesta sulla strage alla
stazione
di Bologna del 2 agosto 1980.
Roberto Fiore, attuale segretario nazionale di Forza Nuova, si fa largo
fin da
giovane nelle file della destra romana; nel 1977 è uno dei
leader di Lotta
Studentesca. In seguito, sarà uno dei fondatori del gruppo Terza
Posizione,
braccio politico dei NAR di Valerio Fioravanti che, invece, operavano a
livello
clandestino: è da quel momento che iniziano i suoi contatti con
altri gruppi
dell'estrema destra europea.
Massimo Morsello è, invece, l'artista della destra radicale . La
sua attività
politica inizia nelle fila degli universitari missini del FUAN, poi
confluisce
nei NAR del suo amico Valerio Fioravanti. Negli anni '70 partecipa ai
Campi
Hobbit esibendosi come cantautore con il nome di Massimino.
Prima della condanna per l'inchiesta sulla strage del 2 agosto, Fiore e
Morsello, riescono a fuggire in Gran Bretagna: la loro sarà una
latitanza
"protetta e dorata", capace di produrre molto dal punto di vista
economico-finanziario, che gli ha permesso di allacciare rapporti con
il
National Front britannico e di costruire l'International Third Position
(con
sede centrale a Londra ed emanazioni in tutta Europa).
Nonostante i capi d'imputazione provenienti dall'Italia e
l'attività politica
non proprio "democratica" svolta nel Regno Unito, le autorità
britanniche, che avrebbero avuto tante ragioni per decretare
l'espulsione dei
due fascisti latitanti italiani, non hanno mai fatto nulla e i due sono
così
potuti rientrare da "liberi" nel nostro paese: Massimo Morsello, nel
marzo '99, per motivi di salute (all'areoporto di Roma ad attenderlo
c'erano
Teodoro Bontempo e Francesco Storace); Roberto Fiore perché il
reato è andato
in prescrizione.
Secondo il settimanale Avvenimenti (agosto 1998), la loro latitanza
è stata
appoggiata dalle autorità britanniche perché, prima del
loro arrivo a Londra,
furono reclutati come agenti del M16, il servizio segreto di sua
maestà. Anche
due giornali inglesi, The Guardian e The Mail, hanno pubblicato, negli
anni
scorsi, diversi articoli sui finanziamenti e sugli appoggi offerti alla
coppia
Fiore/Morsello durante la lunga latitanza londinese.
In effetti, Fiore, quando scappò dall'Italia, aveva in tasca un
bel gruzzolo
(diversi articoli hanno sostenuto che si trattasse della cassa di Terza
Posizione): con quei soldi e con le varie protezioni di cui godeva, ha
potuto
dar vita a diverse società tra cui la ST. George Educational
Trust (Ente per la
promozione degli insegnamenti della Chiesa Cattolica), la Easy London e
la
Meeting Point.
Fiore e Morsello hanno usato la Meeting Point come vera cerniera di
tutte le
loro attività che vanno dal turismo alla musica, dai convegni
alla formazione
culturale, dal procacciare lavoro all'apertura di eservizi commerciali.
Forza Nuova si è sviluppata sul territorio italiano anche con
attività di
copertura legate alle società di Roberto Fiore.
Per esempio, i negozi di abbigliamento skin britannico The Cross And
The Circle
Point, aperti a Latina, Roma e Bologna. Quello di Bologna recentemente
è stato
chiuso e, nei locali di Santa Maria Maggiore è spuntata dal
nulla la sede
provinciale di Forza Nuova (inaugurata qualche settimana fa, alla
presenza di
Fiore).
La Easy London ha, invece, una decina di sedi sparse nelle più
importanti città
italiane (a Bologna è in piazza Rooswelt) e offre la
possibilità di recarsi a
Londra per soggiorni di studio. La sua "vocazione nascosta" è
venuta
alla luce nel dicembre 1998 per una una denuncia, pubblicata dal
settimanale
Diario, di una ragazza che si era rivolta, per un soggiorno nella
capitale
inglese, all'agenzia della Easy London di Roma. Una volta arrivata alla
Meeting
Point di Londra, la ragazza aveva notato che sul muro dell'agenzia
erano appese
bandiere con croci celtiche. Inoltre, si era resa conto che la Meeting
Point,
attraverso diverse forme di comunicazione, tra le quali l'insegnamento
e la
musica, promuoveva ideologie e programmi culturali di estrema destra.
La Meeting Point di Londra (Whitlock House, 2nd floor, 6 Earls Court
Road
London, W6EA) offre possibilità di lavoro con paghe da fame (es.
sguattero al
McDonald a 4 mila lire l'ora), ma fornisce anche i servizi d'ordine per
i
concerti del White Power. I pestaggi di questi "gorilla" sono stati
riportati in alcuni articoli dei quotidiani londinesi, The Guardian e
The Mail;
da quelle inchieste giornalistiche sono emersi anche dati
impressionanti sulle
ricchezze accumulate da queste società, con le quali Fiore e
Morsello hanno
potuto finanziare diverse attività in Europa, dai contributi
agli Hammer-Skin
alla produzione editoriale, fino al villaggio abbandonato acquistato in
Spagna.
Il villaggio si trova a 92 chilometri da Valencia, precisamente a Los
Pedriches. Lo scopo ufficioso è quello di costituire una
cooperativa agricola e
una comunità terapeutica; fino ad ora però i vicini hanno
visto robusti
ragazzoni che cantano inni nazisti e canzoni fasciste. I soldi per il
villaggio
arrivano dalla Charity Shop, catena inglese di otto negozi, anche
questi
gestiti da Fiore attraverso la St. George Educational Trus, che vendono
abbigliamento usato, oggettistica religiosa e da rigattiere.
Grazie ai rapporti tra Forza Nuova e il Front National di Le Pen, due
iniziative come quella del villaggio spagnolo sarebbero nate anche in
Francia.
Su un'idea simile, in Italia, Forza Nuova ha attivato alcune
"cooperative
corporative" agricole e una colonia per bambini poveri. Chi ha avuto la
sfortuna di finirci dentro ha scoperto sulla sua pelle cosa significa
per
costoro modellare una nuova generazione ai "sani e sacri" valori
della razza italica.
. .
La croce dentro il cerchio
Stefano,
che si definisce un militante di FN, sulla newsgroup it.politica.destra
cerca
di chiarire ad altri camerati cosa sia la croce celtica: "E' la croce
vista dall'imperatore Costantino alla vigiglia della battaglia di Monte
Milvio".
Lo contraddice un altro camerata: "Sì, ma ancora prima,
nell'antichissima
tradizione nordica rappresentava la ruota del carro del Dio del sole".
E un altro ancora: "Cosa centra la Celtica con Forza Nuova? Il vostro
segretario tiene più al significato "cristiano-cattolico" della
Celtica, dal momento che, nel corso delle interviste rilasciate ai
media ha
parlato di "croce di Cristo" e non di "croce del Dio Sole".
Del resto, siete un movimento catto-integralista che mira al ripristino
del
Concordato del '29 - altro che Dio Sole!!!".
. .
La
croce dentro il cerchio
Si chiama Euro-nat, è la rete europea dei gruppi della destra
estrema e a cui,
oltre quelli italiani, aderiscono il Partito Nazionalista Slovacco, il
Vlaas
Block belga, il Fronte Ellenico e Democracia Nacional (gli eredi della
falange
spagnola). In questo circuito sono presenti anche il Movimento
Pattriottico
Popolare Finlandese, il Partito della Grande Romania, il Partito
Svedese
Democratico, Aliancia Nacional portoghese, il Deutsche Volksunion e il
Partito
Nazionalista serbo.
Per consolidare questi contatti, nello scorso agosto, a Villa Umbra
(Perugia),
la rivista Orion di cui è editore Maurizio Murelli (condannato
per l'uccisione
del poliziotto Antonio Marino, avvenuta durante una manifestazione
tenuta
dall'MSI a Milano nel 1973), con la sigla Sinergie Europee, ha
organizzato un
convegno dal titolo innocuo, Università Estate, dove si sono
dati appuntamento
diversi esponenti della destra radicale europea.
L'articolazione delle presenze dà le dimensioni del fenomeno,
che non può
essere sottovalutato, sia per la capacità di mobilitazione che
nei loro paesi
alcune di queste sigle hanno, sia perché il successo avuto da
Haider in Austria
ha dimostrato che possono esistere, per queste frange neo-fasciste e
neo-naziste, prospettive diverse da quelle che le hanno viste fin ad
ora
relegate al minoritarismo.
. .
Non
è una forza "nuova"...
Marco Angelucci
"Nuova"
si fa per dire, perché i contenuti politici ed i simboli scelti
non sono
affatto nuovi.
Se ci fermiamo ai segni esterni e prendiamo, ad esempio, la croce
celtica -
oltre ad essere un simbolo rituale della mitologia pre-cristiana - era,
è e
rimane un simbolo nazista, scelto per rappresentare la comunità
degli eletti,
ovvero della "razza superiore".
I simboli e gli emblemi non sono tutto, ma questo non è il caso
di quella falce
e di quel martello rimasti penzolanti, in agonia all'ombra della
Quercia, negli
ultimi anni di vita del PDS: in questo caso dietro alla facciata vive e
pulsa
un vero e proprio universo di contenuti neo-nazisti.
Forza Nuova non rappresenta solo la destra "extraparlamentare" (anche
perché, grazie alla candidature alle regionali ha potuto
beneficiare anch'essa
dei rimborsi elettorali), piuttosto cerca di incarnare - con precisi
riferimenti storici, atteggiamenti e preconcetti - il peggiore spirito
totalitario:
peggiore senza eufemismi, poiché, a prescindere dall'uso della
repressione -
carattere comune di tutti i totalitarismi, questi lo vorrebbero fondato
sui
valori trascendenti della Famiglia, della Patria e di Dio.
E' infatti la campagna contro le "leggi abortiste" e per la
restaurazione della famiglia il primo "punto fermo" del loro
programma - scaricabile da Internet (www.forzanuova.org)
-.
"Forza Nuova - si legge - protegge e tutela l'indissolubilità
del
matrimonio, incentiva il lavoro della donna entro le mura domestiche,
privilegia e incoraggia le famiglie numerose". A questo deve
aggiungersi
per coerenza anche il sesto "punto", in cui viene chiesto "il
ritorno in vigore del Concordato del 1929 con cui lo Stato Italiano
riconosce
alla Chiesa Romana il ruolo di guida spirituale del popolo".
Secondo "punto fermo", ma non in secondo piano - visto l'elevato
numero di manifesti e volantini prodotti, anche questi scaricabili
dalla rete,
è la campagna "per un blocco dell'immigrazione". La prosa in
questo
punto è contraddittoria, ma non equivoca: secondo FN "il
problema
dell'immigrazione, oltre ad essere un elemento di turbamento
dell'ordine
pubblico e di perdita di patrimoni culturali, è un salasso
d'energie umane per
gli stessi popoli immigranti (?!) "FN si batte per l'avvio di un
rimpatrio
umano (?!) degli immigrati".
Ma questo non è tutto, il disprezzo neo-nazista non si nutre
solo di
pregiudizio razziale (chè d'altra parte si alimenta da sè
in un senso comune
che ormai appartiene anche alla sinistra moderata), ma si riproduce in
uno
spirito, addirittura, colonialista: "FN, sostiene il documento, esalta
il
ruolo fondamentale dei popoli europei nella ricostruzione del moribondo
continente nero".
Nella parte centrale del programma, esaltando come nella prima fase del
fascismo il ruolo della nazione e di conseguenza la sua indipendenza
politica e
militare, FN arriva a conclusioni che potrebbero anche interessarci: ad
esempio
chiede "l'estromissione dal nostro suolo di ogni forza d'occupazione
straniera" (es. NATO) e dichiara che "le potenze straniere resesi
responsabili tramite propri agenti o servizi segreti di omicidi o
stragi nel
nostro paese devono rispondere del loro operato". Non meno
condivisibile è
l'urgenza della "distruzione dell'usura con la soppressione delle bande
criminali dedite allo strozzinaggio", peccato che entrambe le posizioni
siano state utilizzate per annientare e distruggere identità
politiche e
culturali non affini alla supremazia del Duce o del Kaiser (il
comunismo nel
primo caso, l'ebraismo, la cultura ROM e gli omosessuali nel secondo).
Infine, nell'ultimo "punto fermo", FN definisce chiaramente la
propria visione dell'economia e del mondo produttivo. Inutile dire che
il
modello di riferimento è quello delle Corporazioni (tra l'altro
fallito,
proprio per diversità di vedute, all'interno dello stesso
partito fascista,
anche se fu riesumato - ma solo simbolicamente - durante la Repubblica
Sociale), recepito nella sua funzione principale, ovvero quale miglior
garanzia
per "la sicurezza e la pace sociale".
FN vuole costruire "strutture di tipo autenticamente corporativo che si
profilino come elemento di organizzazione del lavoro e di
valorizzazione della
proprietà": in poche parole, strumenti di controllo sociale,
gerarchici e
centralizzati, per indebolire il conflitto di classe ed incanalarlo
verso il
consenso al regime. Perché organizzazioni degli imprenditori e
dei lavoratori
uniti nel comune (?!?) interesse per la produzione nazionale e quindi
associati
in un'unica corporazione, eliminerebbero (secondo una teoria mai del
tutto
provata) ogni fondamento allo scontro tra capitale e forza lavoro e
devierebbero le energie della classe salariata dalla lotta di classe
verso
trascendenti aspirazioni nazionaliste.
Una teoria che oltretutto, anche dentro lo Stato fascista, non ha mai
trovato
pieno consenso poiché disegnata, su misura e con intelligenza, a
pieno
vantaggio delle classi dominanti: che manterrebbero comunque la
proprietà sui
mezzi di produzione, con in più, il dominio completo sulla
coscienza della
forza lavoro.
Il programma di Forza Nuova, a prima vista, potrebbe anche non turbare:
i
messaggi antichi che contiene sembrano non conciliarsi con il "pensiero
unico" del XX e del XXI secolo. Una forza integralista, nazionalista e
protezionista non potrebbe, infatti, avere spazi politici nell'era
della
globalizzazzione dei mercati e delle economie statali: tuttavia, come
giustamente ha fatto osservare l'assemblea della rete di Contropiani,
anche
questi contenuti sono funzionali alla costruzione di una modello
razionale di
sfruttamento, fondato sulla completa integrazione della forza lavoro
nell'economia capitalista.
La costruzione di muri e di frontiere per impedire la libera
circolazione delle
persone mira a distruggere i diritti di cittadinanza universali ed a
produrre
una classe sociale estremamente ricattabile (appunto gli "immigrati
clandestini") ed assoggettabile, anche attraverso i campi di
detenzione,
al ricatto occupazionale. L'istigazione all'odio razziale, che si
autoriproduce
nell'orgoglio nazionalista e nell'integralismo cattolico, non è
altro che il
tentativo di innescare una falsa coscienza nelle masse dei lavotori
indigeni e,
quindi, una competizione "al massimo ribasso" sul piano dei diritti e
del trattamento economico.
Il fatto che anche Forza Nuova, a parole, dica di voler contrastare i
processi
"globalizzazzione" non significa che anche questa va iscritta tra le
forze ed i movimenti che si muovono per contrastare i vertici delle
organizzazioni mondiali dell'economia: il protezionismo che promuove
è
finalizzato al mantenimento della "purezza etnica" dei popoli europei
e non ad una critica contro lo smantellamento progressivo dei diritti
di
cittadinanza universali, in contro-tendenza rispetto alla piena
libertà, di cui
godono le multinazionali, di far circolare le proprie merci. Forma di
protezionismo che, appunto, si concilia perfettamente con le strategie
del WTO,
dell'OCSE, del FMI e della BM.
La crescita di questa forza, la sua capacità organizzativa
(hanno sedi in 13
regioni d'Italia) ed i contatti che sta cercando di sviluppare con gli
altri
gruppi nazionalisti europei (quello di Haider in primis, ma anche
quello di Le
Pen in Francia e altri gruppi spagnoli, tedeschi e irlandesi) devono
sicuramente
turbare e indurre alla riflessione tutta la sinistra italiana ed
europea: non
si tratta di un evento anomalo e accidentale, prodotto di una fase di
crisi
profonda della partecipazione politica, bensì di chiari e
precisi segnali di
accelerazione del processo di accentramento della finanza mondiale e
del
controllo sulla forza lavoro. I lager per immigrati clandestini sono
già una
realtà, come è già evidente il tentativo di
innalzare una guida spirituale
cristiana (grazie alle politiche neo-imperialiste di Karol Woytla)
sull'intera
umanità. L'anti-fascismo, così come all'indomani della
seconda guerra mondiale
anche oggi deve fondarsi su una critica globale dell'organizzazione
sociale
nell'economia capitalista: per questo motivo la mobilitazione di oggi
contro
FN, non può prescindere dalle mobilitazioni di giugno contro il
vertice del
Comitato Scientifico del WTO - detto anche OCSE - e da tutti gli altri
appuntamenti mondiali che da qui in avanti verranno proposti.
. .