Il Giorno, 11 ottobre 2006

Un incidente costa la vita a due operai di Arese: la Fiat li aveva trasferiti nel Biellese.
Schiacciati da un camion mentre vanno in fabbrica.
di Ivan Albarelli
ARESE - Due operai del!' Alfa di Arese hanno incontrato la morte sulla via per andare al  lavoro nello stabilimento Powertrain di Verrone, nel Biellese,dove erano stati trasferiti nel luglio scorso. Un terzo collega è rimasto miracolosamente illeso.
Il terribile schianto è avvenuto nelle prime ore dell'alba nelle vicinanze di Corbetta  ...........

Lo Slai Cobas: queste cose non devono accadere

«Per iniziare il turno alle 6 si parte in piena notte.
È l'unica alternativa ai 650 euro della cassa»

ARESE - «Noi abbiamo sempre detto che era un'assurdità trasferire gli operai di Arese a Verrone, tra l'altro in una situazione di precarietà, dove si lavora per due settimane al mese e poi c'è la cassa integrazione, con disagi notevoli per il viaggio e sulla vita famigliare». E' questo il commento di Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dello Slai Cobas dell'Alfa Romeo di Arese. Come si ricorderà il sindacato di base non ha firmato l'accordo che prevedeva il trasferimento degli operai milanesi dal reparto Powertrain di Arese a quello di Verrone. «I due operai che hanno perso la vita nell'incidente facevano parte di un gruppo di una trentina che ha accettato il trasferimento volontario,la Fiat per convincerli ha messo a disposizione quattro soldi, gli ha raccontato le meraviglie di Verrone e loro che avevano una famiglia da mantenere hanno accettato ma per arrivare in fabbrica alle sei si alzavano alle 3.30 di notte, facevano duecento chilometri al giorno -
spiega il sindacalista -. Queste cose non devono accadere. La Fiat si doveva impegnare per ricollocare gli operai qui ad Arese o nello stabilimento Iveco di Pregnana Milanese». Le due vittime, Marcello Giamero e Leonardo Loporchio, avevano lavorato per molti anni sotto il Biscione aresino nel reparto della meccanica dove si montava il motore a sei cilindri. Poi le catene sono state smantellate e gli operai messi in cassa integrazione a 650 euro al mese. «Credo davvero che i lavoratori di Arese, quelli che passano in macchina quattro ore al giorno per raggiungere la fabbrica e quelli che da anni subiscono la cassa integrazione, abbiano pagato a sufficienza le scelte arroganti della Fiat che li ha sfruttati e poi abbandonati», spiega Maria Sciancati, segretario generale della Fiom di Milano.
                                                                          Ro.Ramp.